Costellazioni familiari

Cosa sono e come funzionano

Crediti foto: CeStu CC BY-SA 3.0

Le origini

La tecnica delle costellazioni familiari, così come la conosciamo oggi, è stata ideata e divulgata da Bert Hellinger, psicologo tedesco dalla storia affascinante e tumultuosa. Egli, nell'arco di una ricerca durata una vita intera, osservò come noi tutti viviamo in relazione a un sistema familiare disciplinato da regole ben precise: l'inosservanza di queste regole crea delle dissonanze che si ripercuotono sulla nostra vita. Si può trattare anche di dinamiche messe in atto inconsapevolmente. Attraverso una sessione di costellazioni familiari è possibile prendere coscienza di eventuali dinamiche depotenzianti e correggerle.

L'evoluzione spirituale

Nel corso del tempo è apparso evidente come la profondità di questo lavoro raggiungesse una dimensione spirituale. Da un approccio finalizzato al mero portare ordine, si è giunti a spazi di manifestazione di movimenti dell'anima.
Le ultime versioni delle costellazioni familiari proposte da Bert Hellinger, di fatti, hanno preso un nome diverso, divenendo costellazioni familiari spirituali. In questo nuovo tipo di lavoro, il ruolo del costellatore è assolutamente marginale: sono infatti gli interpreti che esprimono spontaneamente i movimenti dell'anima, giungendo spesso spontaneamente alla soluzione.
In questa nuova dimensione è possibile indagare profondamente se stessi raggiungendo la propria natura divina.

Come si svolge un workshop?

Durante un workshop potrai scegliere di mettere in scena un tuo tema. Ti porrò alcune domande legate al tema e alla tua famiglia di provenienza, quindi ti chiederò di scegliere, tra i partecipanti, delle persone che interpretino, per esempio, alcuni membri della tua famiglia. Le persone che sceglierai si porteranno al centro della stanza e, istintivamente, senza sapere nulla di te, cominceranno a disporsi in un dato modo e a mettere in atto alcuni comportamenti, rivelando la dinamica sottile all'origine del tema da te posto. Sarà mio compito, a quel punto, aiutarti a interpretare la scena e suggerirti delle azioni simboliche da compiere o delle frasi da pronunciare nella scena. Queste azioni contribuiranno alla risoluzione della dinamica ostativa.
Non solo chi porta un suo tema, ma tutti gli interpreti coinvolti -spettatori inclusi- trarranno beneficio dalla costellazione.

Sono un metodo terapeutico?

Di per sé, no. Sono essenzialmente uno (splendido) strumento. Pur arrivando dalla psicologia sistemica, le costellazioni familiari, proprio per la loro natura trascendentale, non possono essere riconosciute dalla "comunità scientifica", nonostante esistano diverse teorie che le supportino, da quelle mutuate dalla fisica quantistica a quella del campo morfico di Sheldrake. È tuttavia indubbio che, data la loro potenza, possano essere usate con estrema efficacia anche da parte di psicologi nell'ambito di un contesto terapeutico. In ogni caso, è sempre opportuno rivolgersi a professionisti preparati che siano in grado di distinguere il piano terapeutico dal piano del counseling o della crescita personale, in base al proprio profilo professionale.

Come si spiegano le costellazioni?

L'assunto alla base del modello è costituito dal campo morfogenetico, un campo energetico che connette tutto al di là dello spazio e del tempo. Durante una rappresentazione, gli interpreti sono di fatto connessi al campo. Restando aperti di cuore e liberi di mente, essi sono in grado di percepire nettamente le sensazioni e i rapporti fra le persone che rappresentano, anche se a loro estranee nella realtà.
Il campo morfogenetico, così come inteso nell'ambito delle costellazioni familiari, corrisponde a quello che Jung definì inconscio collettivo.
Questa connessione è bidirezionale: se è vero che gli interpreti sono influenzati dal campo durante la rappresentazione, è altrettanto vero che le azioni compiute durante una costellazione possono influenzare il campo, portando così alla risoluzione della dinamica conflittuale.

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